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Progettare un impianto di cogenerazione (o CHP, Combined Heat and Power) in ambito aziendale è una strategia sempre più diffusa per ridurre i costi energetici, aumentare l’efficienza e migliorare la sostenibilità ambientale. Ma da dove si comincia? Ecco una guida pratica e chiara per affrontare tutte le fasi, dalla valutazione iniziale alla realizzazione dell’impianto.


Cos’è un impianto di cogenerazione?

Un impianto di cogenerazione produce energia elettrica e calore contemporaneamente da un’unica fonte di combustibile (gas naturale, biogas, GPL, olio vegetale, ecc.). Rispetto alla produzione separata, la cogenerazione permette di raggiungere rendimenti complessivi (elettrico + termico) superiori al 75-80%, riducendo gli sprechi e le emissioni.


Quando conviene la cogenerazione in azienda?

La cogenerazione è particolarmente vantaggiosa per aziende che:

  • Hanno consumi energetici elevati e costanti (es. industrie, ospedali, alberghi, caseifici, lavanderie industriali).
  • Necessitano di energia elettrica e calore (o vapore, acqua calda o acqua refrigerata).
  • Operano almeno 3.000-4.000 ore l’anno con carichi costanti.

Le 6 fasi della progettazione di un impianto di cogenerazione

1. Analisi dei fabbisogni energetici

Raccogli i dati su:

  • Consumo di energia elettrica e termica (profilo giornaliero e stagionale).
  • Ore di funzionamento degli impianti.
  • Costi attuali dell’energia.

👉 Obiettivo: identificare se il profilo aziendale è compatibile con la cogenerazione.


2. Studio di fattibilità tecnica ed economica

Comprende:

  • Simulazione dei rendimenti energetici (elettrici e termici).
  • Valutazione del dimensionamento ottimale del cogeneratore.
  • Stima del ritorno dell’investimento (ROI), tempo di payback e incentivi disponibili (es. CAR, TEE, Conto Termico).

3. Scelta della tecnologia

A seconda delle esigenze si può optare per:

  • Motore endotermico (la soluzione più diffusa).
  • Microturbina (ideale per piccoli carichi).
  • Celle a combustibile (ancora poco diffuse ma molto promettenti).
  • Impianti a ciclo Rankine organico (ORC) (per recuperare calore da scarti termici).

4. Progettazione dell’impianto

Include:

  • Definizione del layout tecnico.
  • Integrazione con l’impianto esistente.
  • Sistemi di sicurezza, automazione e controllo.
  • Eventuale cogenerazione trigenerativa (produzione anche di freddo tramite assorbitori).

5. Autorizzazioni e connessione alla rete

È necessario:

  • Ottenere i permessi edilizi, ambientali e di connessione elettrica.
  • Registrarsi al GSE per ottenere il riconoscimento della Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR).
  • Valutare la modalità di scambio sul posto o vendita dell’energia prodotta in eccesso.

6. Installazione, collaudo e gestione

Una volta installato l’impianto:

  • Viene eseguito il collaudo funzionale.
  • Si imposta un piano di manutenzione programmata.
  • È possibile delegare la gestione a Energy Service Company (ESCo) che garantiscono anche performance e risparmi.

Esempio pratico: cogenerazione in un caseificio

  • Consumi elettrici: 300.000 kWh/anno
  • Consumi termici (acqua calda/vapore): 500.000 kWh/anno
  • Soluzione: motore a gas da 100 kWe, recupero termico per lavaggi e processo
  • Payback: circa 4 anni, con risparmi annui fino al 30% sulla bolletta energetica

Conclusione

Progettare un impianto di cogenerazione richiede un’attenta valutazione tecnica, economica e normativa, ma può rappresentare un investimento estremamente vantaggioso per le aziende energivore. Affidarsi a professionisti esperti nel settore è fondamentale per massimizzare l’efficienza e accedere a tutti gli incentivi disponibili.

                   

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